Intelligenza Artificiale: come usarla sui siti Altervista, pro e contro

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L’Intelligenza Artificiale (IA) è la tecnologia di base che consente di simulare i processi dell’intelligenza umana su una macchina, un computer per esempio, attraverso la creazione e l’applicazione di algoritmi integrati.

Le parole Intelligenza Artificiale (in inglese AI o Artificial Intelligence) nascondono in realtà aspetti molto diversi, di cui a un content creator basta ricordare il concetto di IA generativa (in inglese Generative AI): si tratta di un sottoinsieme del machine learning (un ramo dell’Intelligenza Artificiale che permette ai computer di apprendere da dati e migliorare le loro prestazioni senza essere esplicitamente programmati), con cui è possibile, appunto, generare foto, testi, immagini o contenuti audio da un semplice input scritto (un prompt).

Se chiedi, per esempio, a ChatGPT – uno dei modelli di linguaggio e chatbot disponibili al momento sul mercato, sviluppato da OpenAI – di scriverti una poesia in rima baciata, sarà in grado di accedere a database giganteschi di poesie già pubblicate e creare qualcosa di nuovo, più o meno originale.

Se utilizzi Canva per modificare le immagini, con la funzione Strumento magico potrai per esempio cancellare un elemento dell’immagine (è disponibile persino sull’app Foto di Iphone, dal modello 15 Pro in su) o espandere lo sfondo se sufficientemente neutro e ripetitivo.

In questa guida ripercorreremo i vantaggi e gli svantaggi dell’Intelligenza Artificiale nella generazione di contenuti, testuali o visivi, per poi concentrarci su come segnalare con trasparenza la presenza di contenuti scritti o immagini generati con l’AI, e sui servizi esclusivi che Altervista ti offre, per esempio il correttore ortografico automatico.


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I vantaggi dell’IA

Di vantaggi immaginabili ne contiamo almeno 3:

  • brainstorming: puoi chiedere allo strumento qualche spunto per nuovi contenuti oppure usarlo come un vero e proprio interlocutore per esplorare idee ancora un po’ confuse;
  • correzione bozze e traduzioni: puoi incollare un testo nella chat dell’interfaccia IA e chiedere una revisione ortografica, grammaticale o di forma, oppure ancora generare una traduzione in una lingua straniera;
  • foto editing: citavamo Canva come esempio, ma non è l’unico editor foto che dispone di uno strumento con cui generare collage e migliorare foto, rimuovendo per esempio elementi indesiderati.

Tutto meraviglioso fin qui: sbolognare all’IA i lavori ripetitivi, noiosi e impegnativi, risparmiando tempo e fatica mentale.

Gli svantaggi dell’IA

Se stai pensando “Wow, questa Intelligenza Artificiale è davvero forte”, hai ragione, lo è!

Ed è altrettanto vero che sarebbe ingenuo e fuorviante non sondarne anche i limiti.

Almeno due aspetti ci sembrano essenziali:

  • diffusione di errori: un testo copiato e incollato da ChatGPT – o altro chatbot, come Gemini, Claude o DeepSeek – senza un minimo di revisione umana non solo abbassa la qualità dei tuoi contenuti, ma aumenta anche la circolazione di fake news e informazioni errate. Qualunque blogger e creator si deve rendere responsabile dei propri contenuti, nella misura in cui contribuiscono alla condivisione di abilità e competenze.
  • Creazione di immagini non veritiere: un’immagine creata totalmente con l’Intelligenza artificiale può non rispettare l’aspetto reale delle cose, e va benissimo se l’idea è generare un’immagine onirica e fantasiosa. Se invece si tratta di mostrare il piatto finito di una ricetta, o l’esito di un lavoro manuale si trasforma in un ritratto ingannevole della realtà, e ridimensiona la tua autorevolezza sull’argomento.

È inoltre importante tenere da conto che tutti i testi inseriti nella chat di richiesta di ChatGPT, o altro strumento, vengono salvati e riutilizzati per rispondere ad altri utenti sullo stesso argomento (a meno che tu non elimini la chat per esempio). Se stai sviluppando un progetto top secret su ChatGPT, ricordati che stai condividendo il tuo lavoro con una “persona” molto pettegola.

Cosa farne dell’Intelligenza Artificiale allora?

Abbandonare le posizioni estreme, a favore o contro, è un buon punto di partenza. La parola chiave è SUPPORTO.

  • gli strumenti “magici” per supportare la nostra creatività.
  • un occhio artificiale che velocizzi lavori molto onerosi come una traduzione, che resta poi solo da revisionare.
  • un orecchio virtuale che ci aiuti a perfezionare un’idea, per metterla al servizio dell’utente.
  • testi completamente anonimi.
  • dati incongrui e informazioni scorrette.
  • contenuti che prendono in giro il lettore, invece di rispondere ai suoi dubbi.

È davvero un peccato permettere all’omologazione artificiale di soffocare la tua unicità, anche perché un testo scritto da un’AI si riconosce facilmente. Di solito infatti presenta alcune o tutte queste caratteristiche:

  • usa riempitivi e parole lunghe;
  • le frasi non suonano naturali;
  • non ci sono opinioni personali;
  • mancano emozione e personalità;
  • si ripetono concetti, parole ed espressioni;
  • non sono presenti citazioni;
  • non è frutto di esperienza diretta e risulta lacunosa;
  • non è previsto gergo specifico o linguaggio informale.

Non è sbagliato in assoluto utilizzare uno strumento di Artificial Intelligence, come qualsiasi altro strumento: è molto utile per aiutarsi a correggere gli errori di grammatica e ortografia (vedi l’ultimo paragrafo), mentre è molto meno utile per lavorare sulla propria autenticità, e comunicare autorevolezza. L’esperienza permette di superare ostacoli, evidenziarli e dettagliare meglio i passaggi che possono aiutare a rispondere al bisogno dei lettori: ti saranno riconoscenti e ti riconosceranno autorevole.

Ecco due riflessioni per aiutarti a decidere come gestire i tuoi contenuti:

1. che tipo di valore stai offrendo al tuo pubblico con un contenuto generato totalmente dall’IA? Come lo stai aiutando effettivamente? Prova a rispondere a questa domanda in modo puntuale.

2. Se secondo te c’è valore e qualità in un testo che non hai scritto tu ma che ha scritto l’IA, perché essere restia o restio a indicare che è stato generato con l’Intelligenza Artificiale? Se tu sei sicura o sicuro del valore che stai apportando è giusto che prosegui in quella direzione!

Possiamo dirti cos’è per noi un contenuto generato con l’IA e cos’è, invece, un contenuto NON generato dall’Intelligenza Artificiale:

  1. un contenuto generato con l’AI è un testo creato a partire da un prompt [ricordiamo: un comando testuale, visivo o sonoro fornito a un modello di intelligenza artificiale per ottenere una risposta specifica o per guidare la generazione di una risposta], inserito su ChatGPT o altro strumento simile, e copiato e incollato così com’è, o con poche modifiche lessicali, sul tuo sito;
  2. un contenuto NON generato dall’AI è un contenuto che è stato rivisto, non solo cambiando qualche parola qua e là, ma che usa il contenuto IA come traccia riformulandolo completamente.

Per tutti i testi appartenenti al punto 1. chiediamo nei nostri Termini e Condizioni che sia indicato in pagina – per trasparenza verso gli utenti – l’uso dell’Intelligenza Artificiale e mettiamo a disposizione due spunte per aiutarti. Le vediamo nei prossimi due paragrafi.

Usa la spunta “Generato con l’IA” per gli articoli

Il punto non è condannare o proibire l’uso di uno strumento, che esiste e continuerà a svilupparsi anche se volessimo ignorarlo, bensì metterti nelle condizioni di:

  1. prendere decisioni consapevoli, su come utilizzare l’IA nel tuo lavoro;
  2. trattare con rispetto e trasparenza il tuo pubblico, che legge i tuoi contenuti e ne certifica anche il successo.

Proprio per aiutarti con quest’ultimo punto, abbiamo aggiunto nella colonna di destra di ogni articolo una sezione Intelligenza Artificiale, con una spunta da accendere o spegnere.

Nel video ti mostriamo come si vedrà sull’articolo pubblicato.

Come inserire l’etichetta generato con l’IA in un articolo.

Nota bene:

  • la spunta è disponibile solo sugli articoli, ma valuteremo l’aggiunta sulle pagine.
  • La spunta non è e non sarà prevista per i formati ricetta, tutorial, Top list o recensione libro perché la natura stessa di questo tipo di contenuti prevede che siano basati sulla tua esperienza diretta, personalissima e irriproducibile da un chatbot IA.
  • Presto arriverà una spunta dedicata anche alle immagini generate con l’IA.

Se inserisci testi, immagini o altri tipi di contenuto generato con l’IA in altre sezioni del tuo sito, è sempre buona norma segnalarne la presenza agli utenti con una frase dedicata in grassetto o corsivo in pagina, o con una didascalia se si tratta di un’immagine o un video. È un impegno che è peraltro subordinato all’accettazione dei nostri Termini di Servizio, al punto 4.13, e che tu hai accettato al momento dell’attivazione del tuo sito web.

Usa la spunta “Generata con l’IA” per le immagini

Lo stesso discorso fatto per gli articoli e il testo scritto è valido per le immagini: un’immagine generata con l’Intelligenza artificiale – e non dichiarata – può creare aspettative non veritiere, confondere o addirittura ingannare l’utente, facendo il contrario di ciò che Google si augura per i suoi utenti, cioè che sulle pagine di ricerca trovino valore e risposta alle loro domande.

Per questo, abbiamo aggiunto una spunta dedicata alle immagini, perché tu possa dichiarare con trasparenza se un’immagine è generata con l’IA.

La trovi nella finestra della Libreria Media, che tu ci acceda dalla voce di menu “Media” o da un qualsiasi articolo.

Una volta pubblicato l’articolo, vedrai il simbolo di immagine generata con l’IA in alto a destra.

Immagino con spunta generato con AI
Esempio di spunta “Generato con l’IA”

Attenzione, se non imposti alcun allineamento (e lasci quindi l’immagine su Nessun allineamento) vedrai l’icona di IA posizionarsi fuori dall’immagine, sulla destra.

Allineamento immagine
Dove modificare l’allineamento di un’immagine su un articolo.

Si tratta di un bug di WordPress core, per cui non possiamo intervenire noi, dovremo aspettare che venga sistemato. Nel frattempo imposta un qualsiasi allineamento per evitare il problema.

Se usi il formato ricetta di Altervista, con livello Platino e Marco Polo, hai a disposizione il Correttore Ortografico

A proposito di farsi correggere gli errori, da luglio 2024 è disponibile un nuovo servizio gratuito ed esclusivo per tutti i siti e blog di Altervista, GialloZafferano e Cookaround di livello Platino e Marco Polo: per gli amici si chiama COSA, Correttore Ortografico e Sintattico di Altervista, ed è un servizio basato sull’Intelligenza Artificiale con cui revisionare in un clic il testo di una pagina, di un articolo o di una ricetta, e correggere errori di battitura, ortografia, grammatica e forma.

È molto semplice da usare: appare solo sui formati ricetta nuovi, in bozza, dopo aver cliccato su Pubblica. Nella schermata della colonna di destra pre-pubblicazione vedrai un pulsante Avvia il controllo, nella sezione “Correttore ortografico”.

Dove trovare il correttore ortografico di Altervista.

Potrai usarlo una sola volta al giorno e solo prima della pubblicazione.


Hai bisogno di aiuto?

Il nostro gruppo di assistenza primario ed esclusivo è popolato da più di 7000 membri, ed è dedicato a chi possiede un account Hosting WordPress gestito su Altervista. Potrai accedere allo storico delle domande, ai contenuti di approfondimento che escono ogni settimana e potrai sottoporre le tue richieste in ogni momento.

Se vuoi condividere tua esperienza con l’IA o chiederci di chiarire qualche dubbio, ci sentiamo sul gruppo.

Se hai una segnalazione puntuale da condividere con noi, scrivi una mail a abuse_rs@altervista.it.

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