Rispondere alla domanda “chi sono” sembra banale, è un esercizio che ci fanno fare da quando siamo piccoli e cominciamo a parlare: chi sei, come ti chiami, quanti anni hai, cosa vuoi fare da grande.
All’inizio siamo grandiosi: abbiamo 4 anni ma le mani ne mostrano 5, vogliamo diventare astronauti, veterinari, cavallerizzi o biologi marini, siamo il nostro nome e tanto basta.
Poi – non saprei dirti quando – comincia a diventare difficile spiegarsi – anche farsi capire, ma soprattutto spiegare sé stessi – forse perché sono troppe le variabili che ci ingarbugliano.
Come si fa a racchiudere in poche parole il nostro tutto, che è fatto di dati oggettivi, esperienze, desideri e paure?
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Crea la tua autocertificazione
Abbiamo trovato una delle risposte possibili in una mail di qualche anno fa: Simona Sciancalepore, nella sua newsletter Paragrafo, aveva linkato un esercizio di scrittura proposto dal poeta molisano Franco Arminio.
Fai la tua autocertificazione quasi a dire “non so che cosa hai capito di me, ma io sarei questa cosa qui”
Arminio l’ha fatto in forma di poesia:
Tremo di paura da quando sono nato e il tremore non si addomestica.
Andrò via senza padroni, senza soci di furbizia.
Sono qui con i fili tutti scoperti, scrivo e vivo in bella vista, appartengo a piccole vicende, al vento e alla neve del mio paese.
Sono e sarò sempre fratello degli inquieti, degli incerti.
Non mi salverà nessuno e non salverò nessuno, ma è bello essere liberi e appassionati, aperti al soffio di ogni cosa: l’anima non è nient’altro che una rosa.
Perché non provare a fare lo stesso con i propri strumenti di blogger e creator?
Potrebbe essere un buon esercizio di sintesi per la biografia di Instagram, o la presentazione iniziale di LinkedIn. Oppure potrebbe aiutarti a dare una direzione più chiara alla tua pagina Chi sono e al tuo Mediakit.
Se anche tu rimani incantata dal modo con cui Franco Arminio maneggia le parole, puoi ascoltare questo episodio del podcast Altre/storie di Mario Calabresi: https://www.spreaker.com/user/choramedia/00009-14-def
Come costruire la pagina Chi e Media kit sul tuo blog Altervista
Tecnicamente, c’è una differenza fra i due concetti: la pagina Chi sono (o About Me) racconta la tua storia e i tuoi valori personali a un pubblico generico; il Media Kit è invece un documento tecnico (spesso in PDF) o una pagina web riservata, progettata per i brand.
Ha senso tenere a mente questa differenza, ma non deve diventare un limite: avere una pagina Chi sono ben fatta, ben strutturata e completa è secondo noi l’obiettivo più importante, avere un Media Kit in formato PDF è facoltativo e può arrivare in un secondo momento. Per questo d’ora in poi useremo i termini “Chi sono” e “Mediakit” come sinonimi intercambiabili.
I punti principali di un buon Mediakit sono racchiusi nelle risposte a queste sei domande:
- chi sei,
- cosa fai,
- che risultati hai avuto, in breve,
- su che piattaforme sei presente,
- che servizi offri,
- una bella foto professionale per aiutare la memoria visiva.
Media Kit (o Mediakit) è una parola difficile per un concetto semplice: è una presentazione scritta, da inserire in una pagina del tuo sito, che racconta chi sei, di cosa ti occupi sul tuo blog e sui tuoi canali social, che risultati hai raggiunto, e che servizi puoi offrire alle aziende.
Risponde quindi a tre obiettivi principali:
- farsi conoscere: presentare ai lettori e alle aziende chi c’è dietro i contenuti;
- trasmettere valore: dimostrare la tua competenza e autorevolezza con i dati di traffico, la portata delle pagine, le collaborazioni, le pubblicazioni e così via. Tutto ciò che ti rende unico, riconoscibile;
- attirare le aziende: comunicare in modo chiaro cosa puoi fare per loro.
Ed è utile a tutti i blogger, ne ha uno Chiara Ferragni, e ne dovresti avere uno anche tu, anche se sei agli inizi: se capito su un tuo contenuto, e lo trovo interessante, sapere chi l’ha scritto mi aiuta a dargli un volto, mi può far venir voglia di cercarlo sui social, e di tornare sul blog per altri contenuti. Mi aiuta a ricordarti!
Ora, mettiamo che io ti abbia convinto ad andare subito a creare una nuova pagina Chi sono sul tuo blog, da “Pagine > Aggiungi pagina”.
Hai davanti lo schermo bianco, a cosa pensi?
Tiro a indovinare:
- Vado a copiare il mediakit di Chiara Ferragni.
- Su internet leggo che devo creare un pdf con Canva, ma io non lo so usare! Come faccio? E come lo carico sul blog?
- Metto subito un bel form per contattarmi così è subito chiaro cosa devono fare!
- Scrivo proprio tutte le mie esperienze, anche il volantinaggio a scuola.
- Ma quante parole devo scrivere?
- Ho già una pagina “Chi sono” in cui parlo della mia famiglia, sono a posto.
- Ho appena aperto il blog, aiuto, non ho niente da scrivere!
Prima di analizzare una questione alla volta, un richiamo forte e chiaro: il segreto per un mediakit efficace sta in 3 semplici regole.
- Non dimenticare mai l’obiettivo: per ognuno è diverso e personale, ma se fosse per esempio convincere le aziende a collaborare con te, chiediti: cosa devono sapere le aziende di me? Come posso dimostrare che sono la figura professionale di cui hanno bisogno? E poi scrivi quello.
- Metti le informazioni più importanti in alto: chiunque atterri sulla tua pagina vedrà per prima cosa i primi due paragrafi per cui fai in modo che siano la sintesi perfetta di ciò che la persona troverà nel mediakit: chi sei, cosa fai, che risultati hai avuto in breve, su che piattaforme sei presente e che servizi offri. E una bella foto professionale per aiutare la memoria visiva.
- La semplicità vince sempre: non servono grafiche complicate, o colori sgargianti, bastano informazioni chiare!
Rivedi periodicamente il tuo Media Kit
Se avevi già creato una pagina mediakit, prenditi 5 minuti per riguardarla:
- nel primo paragrafo ci sono tutte le informazioni più importanti?
- c’è una foto professionale che rappresenta bene te e il tuo progetto?
- hai selezionato solo i dati, le esperienze e collaborazioni più significativi? Lascia tutto ciò che porta valore, elimina ciò che non aggiunge nulla.
- i servizi che puoi offrire alle aziende ci sono?
- le modalità di contatto sono chiare?
Se non ne hai mai creato uno, crea una nuova pagina in “Pagine > Aggiungi nuovo” e prova a scriverlo subito:
- cerca di includere tutti gli elementi di cui abbiamo parlato;
- evita gli eccessi – essere troppo sintetico o allungare il brodo;
- e dedicati almeno 300 parole.
Siamo in continua evoluzione
Fino al 2020 Valentina ha collaborato con una rivista cilena dedicata alla moda e alla sostenibilità. Questa era la bio che aveva scelto, si capisce anche se in spagnolo:
Italiana, vive en Santiago por amor. Titulada con pasión en idiomas y comunicación, habla alemán, portugués, inglés, español e italiano, obvio. Ama intensamente los viajes, los libros y el café.
L’amore a Santiago non c’è più, la passione sì ma sta altrove, il tedesco l’ha tragicamente trascurato per anni e ne soffre le conseguenze. Il caffè le piace sempre ma ora le fa venire l’acidità di stomaco, meglio decaffeinato.
Sarebbe più comodo raccontarsi una volta sola per sempre?
Sicuramente, ma sarebbe un peccato perdersi l’evoluzione e la crescita. Alla fine, ti e ci auguriamo di scriverci e riscriverci tutte le volte che vogliamo!
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